Libro: Elegie Ripane
Autore: Antonio Capriotti
Pagina 26
Come da una crepa nel tempo
stamane ho rivisto lo spiazzo
antico dell'infanzia: muto
in pieno sole dell'estate
slargo degradato a inerte
geometria tra le case, là
dove fioriva quotidiano il nostro
di fanciulli miracolo dei giochi
- tempo e spazio dilatati
a meridiani d'ogni cielo, ad ore
senza età a figurare gesta
traslate da pagine consunte
o da presenti e vive risonanze:
in stupefatta arenula giostrammo
volta a volta (e pure insieme)
Sandokan e Piola, Beccali in corse
e duellanti D'Artagnan; Ringo
o Buffalo Bill lanciati al galoppo
tra ombre rosse, e ci batte,,o
eroi disperati a Girabub.
Oh le care remote inesistenze
d'incantato atlante là sotto
il campanile della Valle: ad estro
giungle v'apparivano o sabbie
di deserti, stadi esultanti o torri
di castelli, rocce fumanti
e praterie, muraglie e varchi..varchi
aperti a lontananze chissà dove.
E ci passava il mare, il grande
mare oceano su cui
salparono un giorno le caravelle
nostre dei sogni, e non tonarono
- non tornarono mai più.
Comments
Post a Comment