A luci spente, e possibilmente a cellulari spenti, in teatro si compie una magia. Sopra il palco succedono cose, attori entrano, parlano, recitano, ballano, cantano, le scene e i costumi cambiano, la storia si dipana. È la cosa più antica del mondo, nata quando l’uomo ha sentito la necessità di raccontare storie e trasmettere emozioni agli altri. Un attore, un pubblico. Dal cantastorie al teatro classico, dalla narrazione all’assenza di parole, dal teatro-danza al meta-teatro, il teatro funziona se ci sono attore e spettatore, anche solo uno per parte. Lo spettatore di teatro non è mai passivo perché partecipa al fondamento arcaico del teatro vivendo di quel momento e di quell’empatia che si crea con colui che è in scena; l’attore vive della forza di quanto riesce a trasmettere al suo pubblico. In quel buio, quando la magia teatrale si sta compiendo lasciando la realtà al di fuori, si accende la luce di un’altra magia, quella di chi, il giorno dopo, porterà il teatro su un foglio ...
Ricollegandomi ad un brano del noto gruppo musicale “Pooh”, traccio una breve storia del pensiero, più propriamente della libertà di pensiero. Inizio dalla Grecia, dalla città di Atene, in cui si sviluppò la polis, basata sulla libertà di parola e l’uguaglianza di fronte alla legge. Fu il centro del pensiero filosofico. Con la sconfitta nella Guerra del Peloponneso contro Sparta (404 a.C.) Atene perse l’ egemonia ma mantenne il suo prestigio culturale, diventando influenzabile dalle potenze esterne fino alla conquista definitiva da parte di Roma (146 a.C.). Nella storia la figura più famosa nel pensiero filosofico ateniese fu Socrate, accusato per il pensiero sovversivo da lui promosso. E’considerato il primo e fondamentale martire del libero pensiero, avendo accettato la condanna a morte nel 399 a.C. piuttosto che rinunciare alla sua ricerca filosofica e alla verità. Socrate fu condannato a morte per mancanza di rispetto della moralità e per la corruzione dei giovani. Duran...