La storia parte da lontano. Nel 1978 Foucault, in alcuni reportage da Teheran, volle difendere la Rivoluzione Islamica prossima a venire perché era una forma di resistenza all’Occidente, una frattura storica, la rottura di un ordine. Certo non poteva prevedere la successiva involuzione di quella Rivoluzione, ma quella presa di posizione nasceva da un equivoco ideologico e trascurava il problema dell’universalismo di alcuni valori, a prescindere da dove sono nati. Azar Nafisi, autrice di Leggere Lolita a Teheran, ricordava infatti uno slogan dalla prima manifestazione delle donne, nel 1979, contro la fatwa di Khomeini sull’obbligo del velo, quando migliaia di donne iraniane scesero in strada a Teheran: “La libertà non è né occidentale né orientale. La libertà è universale”. Perciò ritenere che sia occidentale il movimento di opposizione che periodicamente scuote il regime è per lei assolutamente paternalistico. Ora, non ha senso stilare classifiche tra le civiltà sparse sul globo ...
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Sum Leo Ripanus, vae cui porrexero manus. / Sum Leo Ripanus, existens amicis humanus.